Due giorni in ‘paradiso’ … in trekking a Cala Luna e Cala Sisine!

Trekking Golfo di Orosei, perla della Sardegna Orientale

Quella che ti offriamo il 26 e 27 Maggio 2018 non è unicamente l’opportunità di disconnetterti dai ritmi logoranti della vita moderna, ma un’esperienza di profonda riconnessione con la Natura che, al termine di due emozionanti giornate, ti regalerà una nuova versione di TE stesso.

Il nostro scenario sarà uno spicchio del Mediterraneo più bello, quello delle cale paradisiache del Golfo di Orosei, emblema e simbolo della Sardegna Orientale, la cui unicità è stata immortalata e ha fatto da cornice a diversi capolavori del cinema italiano e straniero. Ci spoglieremo degli abiti reali e fittizi che la vita di ogni giorno ci costringe ad indossare, torneremo alla nostra essenza e approdare in queste cale sarà come sentirsi un po’ come Robinson Crusoe…

Ci immergeremo in questi luoghi incontaminati e senza eguali attraverso un trekking di due giornate che coinvolgeranno tutti i nostri sensi. Cammineremo a lungo, facendoci rapire dai profumi e dai colori, dal contrasto tra maestose falesie, il verde intenso tipico di lecci e carrubi, la trasparenza di acque cristalline limpidissime che presentano tutta la gamma delle tonalità del turchese con le venature dello smeraldo e dove il bagliore dei raggi del sole che si riflettono sull’acqua rende cangiante questo piccolo eden.

Sarà un ‘sali e scendi’ su sentieri impervi, ora adrenalinico, ora sorprendente con i suoi panorami mozzafiato che si possono godere solo dagli altipiani dell’entroterra, ora rilassante, inframezzato da bagni corroboranti in minuscole calette caraibiche sconosciute al turismo di massa.

Oltre ad inebriarci di tale bellezza, dopo una sessione di pilates che, alla fine della prima giornata, ci consentirà di acquisire consapevolezza del nostro respiro e del nostro corpo, riposeremo nelle grotte e nelle insenature antistanti alla battigia, accompagnati dal dolce scrosciare delle onde e da un cielo che, lontano dalle luci della civiltà, sarà così carico di stelle luminose come mai avete visto prima d’ora.

Assisteremo al nascere di un nuovo giorno e la pace e l’equilibrio dell’alba daranno il benvenuto al nostro secondo giorno!

A rendere ancor più reale il sogno appena descritto, ecco a voi i dettagli delle due giornate!

1° GIORNO

La nostra prima ‘conquista’ sarà Cala Fuili. Nel punto del territorio in cui la strada si interrompe, cominceremo la discesa a piedi verso una piccola e panoramica spiaggetta. Dopo aver attraversato un bosco fitto di arbusti ed una scalinata scavata nella roccia, Cala Fuili si aprirà al nostro sguardo ed il panorama cui assisteremo ci ripagherà di questo primo tratto di trekking.

Il raggiungimento della meta della nostra prima giornata, Cala Luna, sarà inframezzato da tre tappe:

  1. Grotta Toddeito – Attraverso un agevole sentiero ed una scala in ferro ci ritroveremo nelle viscere della terra dove lo spettacolo è garantito! Ogni cavità carsica è ricchissima di concrezioni dalle forme e dai colori più disparati. Uno straordinario esempio di quanto la natura può essere creativa.
  2. Cala Tziu Santoru – Proseguiremo il nostro trekking e ci fermeremo poi nella piccola cala di Tziu Santoru, che prende il nome dal pastore che aveva l’ovile in questa zona. E’ una caletta che, considerata da molti la cala più bella di tutte, non fa parte delle rotte dei barconi turistici, ma è raccolta in uno scrigno di roccia
  3. Cala Oddoana – La nostra terza tappa sarà una caletta ancora più appartata di Tziu Santoru perché protetta da una sorta di fiordo, Cala Oddoana. Inutile dire che anche qui potrete immergervi in un mare limpidissimo e ritemprare i vostri piedi con la freschezza dell’acqua ed il calore di una fine sabbia bianca

Il nostro 1° giorno terminerà a Cala Luna, spiaggia simbolo della Sardegna Orientale per il suo aspetto selvaggio e di rara bellezza. Si tratta di un luogo fiabesco, cinto da uno stagno e da un bosco di oleandri. Alle spalle dell’arenile si ergono promontori di roccia bianca quasi a voler difendere questo angolo di paradiso. L’aspetto più scenografico di Cala Luna sono le sue grotte che si affacciano sulla spiaggia. E’ proprio qui che assisteremo al calar della notte dopo una ritemprante sessione di Pilates.

 

2° GIORNO

E’ sempre a Cala Luna che assisteremo anche al sorgere del sole. I colori dell’alba, la luce che via via si fa spazio faranno da cornice inziale alla nostra seconda giornata.

Saremo l’unica presenza umana presente e continueremo a godere della bellezza incontaminata di Cala Luna per poi proseguire il nostro trekking e approdare a Cala Sisine, altro angolo di paradiso incontaminato.

Cala Sisine è una tappa chiave del ‘Selvaggio Blu’, il trekking più impegnativo ma più bello di tutta Europa. Si tratta di diversi giorni di percorso incredibile ed unico in cui si fa tappa serale nei tradizionali ovili per poi riprendere il percorso il giorno seguente.

I costoni rocciosi conferiscono a Cala Sisine un singolare aspetto montano, come sempre impreziosito dal verde degli alberi e arbusti della macchia mediterranea e da una spiaggia fatta di grossi chicchi calcarei arrotondati dal mare e dal turchese luccicante delle sue acque.

Con gli occhi ancora colmi di tale impareggiabile bellezza, nel primo pomeriggio faremo ritorno al punto dal quale siamo partiti, ma a bordo di un confortevole gommone che ci darà l’opportunità di vedere le meraviglie di Orosei dalla prospettiva del mare.

Il 26 e 27 Maggio 2018, non vi resta che allargare le braccia, aprire il cuore e… essere dei nostri!!!

 

 

 

                                                                                             a cura di Paola Cambarau

 

…se amate la Sardegna siete certamente abituati al colpo d’occhio da choc delle sue spiagge paradisiache e delle sue acque cristalline…ma abbandonate per un attimo infradito e creme solari che profumano di cocco e avventuratevi dove batte il cuore dell’isola.

A coloro che sono disposti a scoprire mete meno turistiche dove la presenza umana è sporadica o poco invasiva, la Sardegna regala scenari decisamente impareggiabili. Fatevi prendere metaforicamente per mano e fatevi accompagnare nella gola di Gorropu: uno dei canyon più maestosi e suggestivi di tutta Europa.

Gli anziani di Urzulei, Orgosolo e Dorgali la definiscono la casa de Sa Tentassione (il Diavolo) e raccontano che, in passato, ci si recava a Gorropu per scambiare la propria anima in cambio di ricchezze terrene. E’ solo una delle tante leggende che mette in luce la forza, la potenza ed il rispetto reverenziale nei confronti di una natura che ha la meglio sull’uomo.

E’ esattamente questa la sensazione che vivrete quando, immersi in un luogo ancestrale, ai vostri occhi si spalancherà un paesaggio senza eguali, in cui, oltre che estasiati, vi sentirete piccoli ed impotenti.

Con una dedizione di cui solo la natura è capace, il Riu Flumineddu ha scolpito nella pietra l’andirivieni delle sue acque impetuose. Il secolare lavorio continuo dell’acqua e del vento ha eroso e modellato, come fossero di cartapesta, immense montagne le cui rocce più vigorose, rifiutandosi di sbriciolarsi, hanno eretto pareti solenni e possenti che vi parleranno di ere geologiche passate.

L’acqua ed il vento sono gli artisti indiscussi che hanno creato questo capolavoro chiamato Gorropu fatto di maestosi macigni bianchi che sembrano essere stati disegnati ad hoc.

E’ proprio la rudezza di questo luogo che vi accompagnerà in un crescendo di stupore e coinvolgimento facendovi sentire a tratti Indiana Jones, a tratti antichi nuragici, a tratti bambini esterrefatti davanti allo spettacolo più bello che possa stagliarsi dinanzi ai vostri occhi.

Non resta, quindi, che indossare gli scarponi da trekking, ‘perdervi’ nel canyon di Gorropu, abbandonarvi al suo silenzio e ascoltarne il suo respiro…

 

  a cura di Paola Cambarau

Il Tuo miglior regalo nell’uovo di Pasqua?

Il cuore della Sardegna più autentica.

Pasquetta Experience ad Aritzo

Per la tua Pasquetta 2018 apri virtualmente il tuo Uovo di Pasqua e concediti un regalo che ha il sapore della vera identità sarda, di una natura che profuma di timo e dell’antica sapienza degli abitanti di un borgo fiabesco incastonato tra le montagne del massiccio del Gennargentu… la ‘porta del vento’ della nostra Isola.


Nella giornata di Pasquetta Lunedi 2 Aprile 2018, verranno proposte a scelta due ‘Esperienze emozionali’ in cui TU sarai il protagonista.

  • I laboratori della pasta e del pane ad Aritzo;

Toccherai con mano e tutti i tuoi sensi saranno coinvolti nell’esperienza della lavorazione della pasta e del pane tipico sardo all’interno di una storica abitazione aritzese. Assisterai alle diverse fasi insieme ai componenti della famiglia, appartenenti a più generazioni, interagirai con tutti loro e sarai protagonista diretto del rituale sacro della preparazione di pasta e pane che ti lascerà un sapore antico in bocca ed una ‘calda’ emozione nel cuore…

  • Il trekking nel massiccio del Gennargentu;

Avrai il privilegio di calpestare sentieri montani che parlano di una terra millenaria che sprigiona una forte energia e che preserva un’immensa varietà di bellezze naturali. Entrerai in contatto con una ricchezza di flora e fauna senza eguali, i tuoi polmoni si inebrieranno di aria pura e frizzante, i tuoi occhi di panorami mozzafiato e sentirai la vibrazione di una montagna che ‘parla’…

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         …Ma… le emozioni non finiscono qui!!!

Al termine delle due ‘esperienze’ ti aspetta un tripudio di sapori e di conoscenza… degusteremo tutti insieme una straordinaria varietà di prodotti appartenenti alla tradizione eno-gastronomica locale e conosceremo i punti salienti e gli scorci più suggestivi della cittadina di Aritzo!

Scopri il nostro evento nel sito: https://bit.ly/2pGIVhC

Seguici su facebook: http://bit.ly/2FNwcEA

Testi a cura di Paola Cambarau ©

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Pasquetta Experience 2018

Trekking a Ulassai, il Tacco di Tisiddu e Maria Lai

L’arte tessile nel cuore dei tacchi.

L’Ogliastra è una regione storico-geografica della Sardegna, talvolta inquadrata come misteriosa, splendida e inaccessibile. Ogni giornata trascorsa in Ogliastra lascia senza fiato, affascinati dalla limpidezza delle sue acqua marine, dalla conformazione selvaggia delle sue montagne e dallo spirito caloroso dei suoi abitanti.

È così questa parte di Sardegna in poco tempo riesce a conquistare il cuore con la sua maestosità tra monumenti naturali e panorami mozzafiato.

Ulassai è uno dei paesi più rappresentativi di questa regione grazie ad alcune attrattive davvero uniche che andremo a visitare durante la nostra escursione.

Il Monte Tisiddu con il suo inconfondibile tacco è uno degli altipiani calcareo-dolomitici più famosi del circondario, formatosi grazie all’erosione degli strati carbonatici sedimentatisi durante il mesozoico, ad opera soprattutto dell’acqua. Nel tacco emergono numerosi fenomeni carsici ed è ricca la presenza di grotte e doline come del resto presenti in gran parte del territorio ogliastrino.

Lungo l’altopiano spiccano alcune cime tra cui Bruncu Matzeu (957mslm) e Bruncu Su Casteddu (882mslm) e da entrambi si gode di un ottimo panorama che spazia dalla Sardegna orientale fino alle cime del Gennargentu; nelle giornate più limpide è ben visibile la catena dei 7 Fratelli in direzione sud. Il percorso, in gran parte ricoperto di foresta mediterranea sempreverde, dove i lecci fanno da padroni, troviamo la Grotta de Is Janas le cui pareti sono frequentemente illuminate dal sole che ne fa un ottimo elemento scenografico.

Il trekking a Ulassai presenta un percorso che si snoda su carrarecce, mulattiere e sentieri nel bosco per circa 14 km con un dislivello accumulato di 450m. Una bella giornata all’aria aperta e alla scoperta di luoghi nuovi ma sempre in movimento.

Altra attrazione di Ulassai è Maria Lai, estroversa artista contemporanea, eccellente rappresentante della Sardegna nel mondo.

Alla conclusione del nostro trekking si andrà a visitare la stazione dell’arte, che come riportato nel sito web ufficiale è <<il punto di arrivo dell’ambizioso progetto che Maria Lai e il paese di Ulassai hanno coltivato per oltre un trentennio>>.

Gli spazi museali della Stazione dell’arte sono stati ricavati negli edifici della vecchia stazione ferroviaria e sono stati allestiti come un moderno centro d’arte contemporanea che ospita le opere della nota artista locale ma si apre anche ad altre forme artistiche.

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Evento sul sito web: http://bit.ly/2E4QnfF

Calendario annuale 2018: http://bit.ly/2rneely

Evento Facebook: http://bit.ly/2sbjNUu

 

 

Trekking al Faro di Capo Ferrato.

Un angolo incontaminato nel sud Sardegna.

Non c’è domenica primaverile migliore per un bel trekking nel Sarrabus, a stretto contatto con la macchia mediterranea e delle incantevoli spiaggette. Un luogo di fascino, silenzioso e fortunatamente incontaminato che ci coccola dalla partenza fino al tramonto. Il faro poi, uno di quei luoghi che rapiscono l’anima, che stanno sempre li al confine tra la potenza della natura e la resistenza dell’uomo.

Is Arabus è la probabile origine del nome della regione storica in questione, voce della tradizione narra che fosse un grido di paura nei confronti dei terribili ricordi delle incursioni barbaresche. Oggi la conosciamo appunto come Sarrabus e rispetto al territorio è una delle zone meno densamente popolate della Sardegna, al di sotto di 25 abitanti per kmq. A pochi chilometri da Costa Rei, nota località di villeggiatura, si apre una fetta di natura incontaminata, ricca di storia, vegetazione, geologia e panorami mozzafiato.

L’intera area, originatasi durante il paleozoico è geologicamente molto antica: i graniti paleozoici e le rocce effusive acide del cenozoico con relativi depositi sono presenti in corrispondenza del vicino Monte Ferru, le aree pianeggianti costiere sono dovute alla deposizione di materiale di origine alluvionale. Un’area che dal punto di vista minerario venne sfruttata per la presenza di piombo, antimonio e argento e tra il 1800 e 1900 divenne secondo distretto minerario dell’isola per importanza.

Il nostro trekking  parte nelle vicinanze di Capo Ferrato, località da cui prende il nome al Faro, primo obiettivo della giornata. Lo incontriamo quasi subito e ci presenta uno scenario fantastico che spazia dall’isola di Serpentara a Costa Rei a sud e verso Feraxi a nord. È un faro d’altura che dipende dalla reggenza di Cagliari. Fu costruito nel 1925. In seguito, nel 1955, fu distrutto il vecchio casotto porta fanale e ricostruito nella stessa posizione geografica con la torre incorporata sulla sommità, la lanterna standard con ottica fissa alimentata da pannelli solari. La luce bianca di questo faro è visibile da 11 miglia e la sua portata luminosa è di 10 secondi. Nel maggio 1976 il segnalamento è stato automatizzato e ritirato il personale fanalista e nell’ottobre 1986 è stato installato un impianto a pannelli fotovoltaici.

Secondo obiettivo della giornata di trekking è la conquista del Monte Ferru (299m): è un rilievo vulcanico trachitico che domina un ampio panorama che da su piccoli promontori di roccia granitica. In cima troviamo l’omonima torre costruita tra il XIV e il XVIII secolo con lo scopo di difendere il Regno di Sardegna dagli attacchi islamici e barbareschi. La torre era comunicante con le due torri Salinas e dei Dieci Cavalli, mediante l’impiego del fuoco nel corso della notte e del fumo nelle ore diurne. L’edificio fortificato di forma troco conica presenta un impianto circolare

In mezzo a tutto ciò una folta macchia mediterranea ricca di lentisco, ginepro fenicio, euforbia arborea, filirea angustifolia con qualche sporadico esemplare di olivastro e pianta relitta di leccio. Si incontrano numerosi stagni tra cui quello più importante di Colostrai. Oltre ad esso, sono presenti lo stagno di Notteri, Feraxi, San Giovanni, Saline e Piscina Rei. Si originarono dai ristagni fociali del rio Picocca in una repressione retrodunale presso la spiaggia di Cristolaxeddu. La profondità delle loro acque è scarsa. Senza dimenticare il Flumendosa che attraversa il Sarrabus da nord-ovest verso sud-est, con la sua valle, prima stretta e incassata tra i monti, poi distesa in una fertile pianura alluvionale (Sa Forada) dove poi trova la sua foce costruita nel XIX secolo. Molte sono le testimonianze archeologiche che caratterizzano la zona dai nuraghes alle tombe dei giganti  fino ai numerosi menhir.

E così, come introduzione, potrebbe essere sufficiente per poter iniziare il trekking?

Bene. Si parte …

Testi: Francesco Manca

Foto: Franco Cerniglia

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