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Agosto 18, 2021

La vera montagna corsa: le GR 20 vers nord.

La vera montagna corsa. Viaggio in Corsica a settembre 2021.

Non sono tante le volte in cui, rimanendo in Sardegna, si può vivere la vera montagna. Trekking dal dislivello che rabbrividisce e infinite pietraie che accompagnano per svariati chilometri. La Corsica è la nostra isola gemella, si, però a differenza nostra presenta una conformazione montuosa più imponente prestandosi a veri e propri trekking di difficoltà medio-alta.

Dopo il lungo viaggio e una notte in zona Calvi, abbiamo raggiunto la foresta di Bonifatu. Abbiamo infatti deciso di seguire una variante del GR20, cosa che ormai fanno in molti, evitando l’attacco da Calenzana. Presso la foresta ci sono inoltre, dei laghetti molto carini, ottimi per rinfrescarsi prima dell’inizio del trekking. Una volta partiti, ci siamo inoltrati nella foresta di pini larici secolari, maestosi, che ci hanno protetto dal sole per gran parte del percorso. La salita è infinita, 1000 metri di dislivello per una decina di chilometri. Durante il percorso, eravamo circondati dalle montagne di granito e da piante magiche locali come l’elleboro di Corsica, estremamente velenoso, e i gigli di San Giovanni di colore vivo arancio. La fatica è stata ricompensata dalla vista che si domina dai 1560mt del rifugio di ortu di ‘u piobbu. La cosa più bella arrivati al rifugio? La Pietra fresca!

Dal rifugio i frastuoni iniziano molto presto. Tra le 4 e le 5 del mattino, molti escursionisti iniziano a percorrere le vie del GR20. Partendo presto si spera di fare la grande fatica evitando il sole cocente. Noi preferiamo goderci le prime luci del mattino dal calduccio della tenda. In questo modo le docce non sono affollate e si può fare colazione in tranquillità.

La seconda giornata, nonché seconda tappa del GR20 è definita una delle più difficili. La Bocca dell’Innominata ci aspetta: 8 chilometri di percorso con 700mt di dislivello positivo e 800mt di dislivello negativo. Dopo un salitone attraverso la foresta di pioppi e ontani, si raggiungono le creste e si apre di fronte un panorama mozzafiato sul Monte Cinto e tutte le sue vette. Tra catene e pareti da arrampicare la meta non è lontana. Una volta raggiunta l’Innominata, si inizia ad intravedere la vallata del rifugio Carrozzu che dai 2000mt raggiunge i 1200mt con una discesa che taglia letteralmente le ginocchia. Fortunatamente ad aspettarci c’erano due belle birre fresche ed un tramonto indimenticabile. Qui, hanno inoltre una buonissima torta alla castagna che vi consiglio di assaggiare: una prelibatezza ad alta quota.

A poca distanza, proprio lungo la terza tappa si trova la passerella della Spasimata sopra il fiume omonimo. Qui ci sono delle piscinette incantevoli e glaciali, ottime per rinfrescarsi dopo la lunga seconda tappa. L’ideale è proprio visitarle la sera, all’arrivo a Carrozzu, in modo da non dover immergersi nell’acqua ghiacciata all’alba.

Il terzo giorno, dobbiamo abbandonare i percorsi ufficiali del GR20 per raggiungere nuovamente la foresta di Bonifatu dove ci aspetta il nostro Meeno. I chilometri sono più di 8, ma il percorso è tutto in discesa. All’arrivo, non lontano dal parcheggio, ci sono altre piscinette lungo i fiumi di montagna, un tocca sana per i piedi negli scarponi da giorni.

Su e giù per le montagne corse, ogni giorno scenari diversi ed emozioni uniche indimenticabili. Per tre giorni abbiamo dimenticato gli impegni, i problemi, come se stare sulle vette della Corsica ci permettesse di avere uno sguardo distante dalla nostra vita laggiù. Non vedo l’ora di ripartire!

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